Titolazioni errate

Non è il David – 2

Non riesco a capacitarmi di come abbia resistito per 500 anni quella storiella inventata da quel furbacchione Pier Soderini, a cui mi prestai con un accordo anch’io per amore della nostra amata Firenze libera e repubblicana. L’accordo ci fu, ma ora che siamo tutti morti da qualche secolo posso svelarvi cosa rappresentai su quel marmo e perché lo feci. Quel patto nacque dopo che decisero di spostare la statua finita davanti a palazzo Vecchio, mi chiesero di mantenere il riserbo sul soggetto scolpito perché la Repubblica aveva bisogno di un David come simbolo, e così feci. Il blocco di marmo lo ricordo bene, era veramente malmesso all’inizio e le opzioni a disposizione erano poche, e questo lo sapevano tutti, tanto che nel contratto non mi è stato imposto alcun tema. L’occasione era unica, scolpire per l’immortalità, lasciare il proprio segno a Santa Maria del Fiore in bella vista su un contrafforte. Per la statua più grande di Firenze scelsi un personaggio importante, il più importante e non certamente quel pastorello di David. David lo dipinsi in una vela laterale nella volta della cappella di Papa Sisto e assai diversamente da quanto scolpii a Firenze. Ma secondo voi, se avessi scelto di scolpire un pastorello per poi metterlo in alto lontano dagli sguardi di tutti, avrei fatto dei dettagli così perfetti?

Se avessi voluto scolpire un David, lo avrei fatto simile a quello che il maestro Donato di Niccolò di Betto Bardi realizzò proprio su commissione dell’opera di Santa Maria del Fiore, un Davide vincitore con la testa di Golia e questo si con la frombola sulla testa di Golia.

Permane la domanda, perché lo scolpii così perfetto che ancora oggi tutti ne parlano come l’ideale di uomo? È il personaggio rappresentato che mi impose di superarmi, volli rappresentare l’Adamo, il progenitore di tutti, l’uomo creato da Dio. Dio ha creato l’uomo perfetto e io ho tentato con i miei limitati mezzi di rappresentare un Adamo come non se ne erano mai visti, perfetto in ogni sua parte. Scelsi di rappresentarlo in un momento fondamentale, la nascita di Eva.

Genesi 2.23

«Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta».

E ora si spiegano le anomalie nella mano destra e nella mano sinistra della statua che vi ostinate a chiamare David. Il resto è descritto nel libro.

[Creazione di Eva, Donatello attr., Michelangelo Buonarroti]

Per favore, smettete di chiamare la mia opera David, non lo è, è l’Adamo e la creazione di Eva. Ah e quasi dimenticavo, Adamo non è circonciso, David deve esserlo.

Se non mi credete c’è il libro che lo spiega molto meglio.

 

Il vostro Michelangelo Buonarroti, quello vero.

 

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